In memoria del Prof. Giuseppe Lauriello. “Il ricordo di un Maestro” e video Rai Cultura di Giuseppe Ferrantino

Data:
10 Settembre 2025

Lo speciale di Salerno economy/Storia della Scuola Medica, il ricordo di un Maestro

di Giuseppe Ferrantino
 

Il 23 aprile 2025, il dottor Giuseppe Lauriello, come avrebbero detto i componenti del Collegio Medico di Salerno “E’ stato chiamato dal Signore a miglior vita”. Io dico che abbiamo perso un punto di riferimento sicuro. Lui era un medico, primario emerito di pneumologia, io sono un medico, ma il dottor Lauriello che io rispettosamente chiamavo professore, è stato e sarà, con i suoi scritti, per me un Maestro di storia della medicina. Ricordo le sue parole, oggi con nostalgia, quando mi invitava a fargli visita a casa sua: “Solo con te posso parlare di storia della medicina”. Ora non ho con chi parlarne, non ho con chi parlare della storia della Scuola Medica di Salerno. Un amore per la storia del nostro passato che ci accomunava. Mi conforta il ricordo dei nostri progetti, quelli   realizzati   e   anche   quelli   non   realizzati;   come   la   presentazione   di   una   delle   tante   sue pubblicazioni:   il   libro   “Grandezza   e   drammi   nella   letteratura   italiana.   Un   percorso   medico-filosofico” del 2019: il convegno non si è mai tenuto a causa del Covid. E da ultimo il convegno sull’endocrinologia nella Scuola Medica di Salerno, a me aveva affidato la presentazione sul “Gozzo”, non c’è stato il tempo di tenerlo. Ricordo l’occasione mancata di vederlo e di parlargli in quanto il giorno che io ed il dottor Giuseppe De Nicola avevamo scelto per fargli visita è stato ricoverato presso l’ospedale cittadino. Ricordo gli incontri nel suo studio, ricolmo di libri, con la finestra che si apre sulla città, per progettare convegni di storia della medicina o solo per parlare dei sui libri. Ricordo le tante volte che mi ha invitato a scrivere non solo dei vari aspetti della storia della Scuola Medica di Salerno ma anche di altre cose. Mi disse: “Allarga i tuoi orizzonti”. Oggi scrivo di un uomo di immensa cultura che ha dedicato molti anni della sua vita a divulgare con garbo, raffinatezza e competenza gli aspetti più significativi di una storia durata svariati secoli, che ha segnato indelebilmente l’inizio del percorso culturale e scientifico legato alla filosofia, alla medicina e alla chirurgia che ha portato il mondo occidentale fin dove siamo oggi. Abbiamo perso un Maestro, ma ci restano di lui, tutti i suoi scritti: non solo di storia. Prendendo in prestito un termine di cui ben conoscevano il senso i Maestri della Scuola Medica di Salerno, da quando ci ha lasciato il dottor Lauriello sono più “malinconico”. Ricordo il suo eloquio colto, ma comprensibile a tutti, e la sua ironia che metteva in risalto aspetti, talvolta particolari o curiosi legati alla Scuola Medica di Salerno e non solo, come quando ha curato la traduzione del “Liber de coitu” di Costantino Africano o quando ha scritto il saggio dal titolo “Pulcinella La lunga marcia di una maschera Napoletana”. Senza di lui non ci sarebbero le traduzioni con note e commenti del “Post mundi fabricam” di Ruggiero di Frugardo, la “Practica brevis” di Giovanni Plateario, l’“Anatomia porci” attribuita a Cofone e la “Demonstratio anatomica e codice salernitano descripta”. Senza le sue traduzioni, note e commenti questi testi non sarebbero fruibili per i più, come non lo sono le centinaia di testi in latino scritti dai maestri salernitani che giacciono nelle biblioteche di mezzo mondo. Il dottor Lauriello è stato un umanista che si è cimentato con il greco antico, quando ha tradotto e commentato il Peri adenôn (Le ghiandole) attribuito ad Ippocrate. Di lui ricordo la trilogia, iniziata con i “Discorsi sulla Scuola Medica salernitana” continuata con “La Scuola di Salerno e la sua chirurgia”, che è stata completata nel 2022 con la pubblicazione del saggio “L’eredità della Scuola Medica salernitana”. Ebbene, il dottor Lauriello ha lasciato un’eredità enorme fatta di saggi, traduzioni, articoli, senza contare le sue innumerevoli relazioni tenute in conferenze e convegni. Non è possibile in così poco spazio poter descrivere in maniera compiuta l’opera di un umanista e di uno storico che ha dedicato più di quarant’anni alla storia della Scuola Medica di Salerno. Pertanto, concludo con la consapevolezza che tutti abbiamo perso un Maestro, nel senso antico del termine, ed ho il fondato timore che ha lasciato un vuoto incolmabile.

Copertina_L’eredità della Scuola Medica salernitana.
 
 
 

Il Video di Rai Cultura

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Rai Cultura
Giuseppe Ferrantino. La Scuola Medica Salernitana
Gli studi di Giuseppe Lauriello



Nel video Giuseppe Ferrantino, parla della Scuola Medica Salernitana e ricorda il grande studioso Giuseppe Lauriello, primario emerito di pneumologia e storico della medicina, scomparso nel 2025, che è l’autore che negli ultimi quarant’anni ha scritto di più sulla Scuola medica salernitana. 

Giuseppe Lauriello ha reso fruibili testi di medicina, anatomia, chirurgia e metodologia medica, che ha tradotto dal latino medievale e commentato, come l’Anatomia porci attribuita a Cofone, la Demonstratio anatomica, la Practica brevis attribuita a Giovanni Plateario e il Post mundi fabricam di Ruggiero di Frugardo della seconda metà del XII secolo, che è la  prima opera di chirurgia del mondo occidentale, con la quale per la prima volta la chirurgia da empirica diventa scientifica e che sarà modello per tutte le opere di chirurgia dei secoli successivi. 
Le origini della Scuola medica salernitana sono state indagate da Pietro Ebner, uno studioso cilentano che, in seguito alle scoperte di iscrizioni su statue a Velia l’antica Elea, la città di Parmenide, che testimoniano la presenza di una scuola medica a Velia, ha ipotizzato una continuità tra questa scuola e quella di Salerno.  


Valfrido Strabone nel IX secolo ci dice che Paestum, città magnogreca a sud di Salerno, era importante per la cosiddetta ars pestana, che è l’arte di coltivare piante medicinali e un suo glossatore ci dice che, nel secolo successivo, Paestum è famosa per l’abbondanza di medici. Questo è anche il periodo, tra il IX e l’XI secolo, in cui la marineria di Amalfi, non lontana da Salerno, raggiunge tutti i porti del mediterraneo. 

A Salerno nel XII secolo esiste una ricchezza di codici nei quali vengono assemblate nozioni mediche provenienti da quello che è rimasto dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente ai quali si aggiungeranno i testi di medicina tradotti da Costantino l’Africano, dall’arabo in latino, nell’abbazia di Montecassino. 
Nel XV secolo si formano due distinte istituzioni, con funzioni completamente diverse, da una parte lo Studium generale, con i lettori che leggevano e commentavano i testi medici, dall’altra il Collegio medico, presieduto dal Priore, che aveva la funzione di conferire i titoli accademici, i privilegi, oggi diremmo i diplomi di laurea, in filosofia, in medicina, ma molto più spesso in filosofia e medicina, rarissimamente in chirurgia. 


Dalla Scuola medica salernitana abbiamo ereditato soprattutto testi importanti, come il Circa Instans di Matteo Plateario, un manuale di botanica medica, il Regimen Sanitatis Salernitanum (Regola sanitaria salernitana) il testo più famoso redatto tra XII e XIII secolo e il Libellus de pulsibus et urinis del 1543, che è il primo testo stampato a Salerno, nel quale per la prima volta si tratta della funzione del cuore, un libro che avrà già fortuna a partire dal XVII secolo.  
Ma abbiamo ereditato anche luoghi simbolo della Scuola medica, come lo Studio e la Cappella di Santa Caterina, la protettrice della Scuola medica, opere d’arte, come i tanti capolavori conservati nel Duomo di Salerno e i documenti dell’Archivio del Collegio medico salernitano, oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Salerno.  
 

Giuseppe Ferrantino laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Igiene e medicina preventiva, con indirizzo in epidemiologia e sanità pubblica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, è dirigente medico presso l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno. Insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in materia di epidemiologia e prevenzione del cancro, di igiene ambientale e delle patologie respiratorie; Tutor territoriale del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Campania; autore di articoli, a stampa e online, nonché relatore in convegni nazionali e internazionali sulla storia della Scuola Medica Salernitana
 


 

Ultimo aggiornamento

11 Settembre 2025, 09:22

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